Vermouth a Torino: perché non basta celebrarlo

Vermouth a Torino: perché non basta celebrarlo

A Torino il vermouth non è una moda.
È una presenza costante, a volte silenziosa, a volte data per scontata. È sugli scaffali, nei bar storici, nei cocktail che beviamo senza più farci caso. E proprio per questo, spesso, smettiamo di farci domande.

Il Salone del Vermouth di Torino (21–22 febbraio) è un momento importante: riporta attenzione su uno dei prodotti simbolo della città, mette insieme produttori, racconti, bottiglie. È una festa, ed è giusto che lo sia.
Ma ogni festa, se resta solo celebrazione, rischia di fermarsi alla superficie.

È da qui che nasce Vermouth Voyager, un’esperienza di degustazione e racconto dedicata al vermouth torinese e alla cultura dell’aperitivo.

Negli ultimi quindici anni dietro al bancone — e nei sette come ambassador del vermouth — mi sono reso conto di una cosa: il problema non è la mancanza di interesse, ma l’eccesso di risposte preconfezionate.
Rosso o bianco. Dolce o secco. Da bere liscio o nel Negroni.
Tutto vero, ma a volte insufficiente.

Vermouth Voyager non nasce come un corso sul vermouth.
Nasce come un’esperienza guidata per rimettere in moto lo sguardo.

Durante l’incontro si parte dalla storia e dalla produzione del vermouth, per poi passare a un assaggio alla cieca di tre vermouth torinesi, utile per riconoscere stili, materie prime e differenze reali.
Si parla di aperitivo non come rituale nostalgico, ma come spazio culturale ancora vivo. E infine si prepara insieme: due cocktail classici, pochi gesti, nessuna esibizione.

Tutto succede intorno a un tavolo.
Non per estetica, ma per metodo. Perché il vermouth, prima di essere un prodotto identitario, è sempre stato un pretesto per stare insieme, confrontarsi e prendersi tempo.

In un momento in cui Torino celebra il suo vino aromatizzato più famoso, Vermouth Voyager è il mio modo di partecipare alla conversazione: non alzando la voce, ma rallentando il ritmo.
Offrendo un’alternativa a chi cerca una degustazione di vermouth diversa, più consapevole e meno spettacolare.

Se il Salone è la piazza,
Vermouth Voyager è il tavolo.

E forse oggi abbiamo bisogno di entrambi.

Quando? Sabato 21 febbraio - ore 11:00

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